INTERDIPENDENTI

Stelle di cuori resilienti 

Stelle frattali/pellicole di stelle 

Dalle stelle al cuore/dal cuore alle stelle 

Da cuore a stella/da stella a cuore 

Le mie stelle sono associate al risveglio illuminato di ogni essere vivente, al proprio talento che si annida nelle profonditá del cuore di ognuno e che necessita di essere interconnesso per poter brillare. Importanza di connettere il cuore che pullula d’ amore alla vastitá delle stelle che illuminano il nostro cammino. Ho amato cosí tanto, che non mi basteranno tutte le ore del giorno e neppure quelle della notte, per impressionare la vibrazione dell’ amore su sottili pellicole/veline di carte e non mi basteranno le galassie a colmare quel senso di vuoto per ogni amore perduto o finito. Un senso di pace e pacatezza si raccoglie in ogni opera che si riempie di segni; in ogni traccia che interconnettendosi porta a compimento i miei lavori. I miei cuori e le mie stelle si compenetrano, sovrappongono, uniscono, stratificano… in quella danza di emozioni e percezioni che é l’ energia della vita. Ho girovagato per mari, per terre, per cieli, fiumi, laghi, foreste, musei, città… nell’ansia di voler ritrovare qualcosa che mi sembrava perduto e che non sapevo neppure che cosa fosse, ma nel quale desideravo riconoscermi appieno… senza che me ne accorgessi si stava compiendo in viaggio tutta quella ricerca che mi avrebbe dato con il tempo ed il distacco necessario tutte quelle risposte nella forma esatta in cui le stavo cercando e che solo io potevo captare… un lavoro pieno di interconnessioni tra luoghi e persone, era finalmente la vita che stava entrando nella mia ricerca artistica, stravolgendola di nuovo, per l’ennesima volta. Stavo riuscendo finalmente a sintetizzare ed interconnettere in quelle forme semplici scelte, di cuori e di stelle, tutti quei disparati e complessi pensieri, che da performance, si sono trasformati in opere su carta. Una carta, la carta velina, che ho usato fin dal remoto passato, quando ero in preda alla magia dell’incisione, sono quindi riuscita a connettermi con il mio passato ed il mio presente e futuro con i concetti della preziosità di ognuno (stelle) e di amore (che dal passato si fa presente ed occupa il futuro). 

Genesi: dalla stella frattale, usata come logo per i miei cappotti d’artista, sono passata alle sottili pellicole di stelle, ricavate dal calco delle stelle disegnate sulle mani e ricoperte di colla vinilica; questa performance partecipativa aveva lo scopo di ricordare ad ognuno della propria preziosità e unicità (da qui il titolo You’re a star), proprio attraverso il simbolo della stella ed il calco delle impronte digitali che è unico in ognuno di noi. Mi piaceva proprio l’idea di avere tante diverse pellicole di stelle tratte dalle diverse mani dei partecipanti alle mie performance, ma che in definitiva sembravano tutte uguali. Ho iniziato a disegnare reticolati geometrici di stelle sul mio quaderno, poi su frammenti di carte veline e poi su carte sempre più grandi, e di vari tipi e colori. Questa volta l’esigenza d’imprimere ogni percezione attraverso la ripetizione di stelle. L’esigenza di disegnare anche i cuori alla stessa maniera geometrica delle stelle nasce invece dall’ affievolirsi di un profondo sentimento d’amore nei confronti della mia musa ispiratrice J.W. Clancy. Questo mi ha fatto ricordare quanto intenso e ossessivo fosse l’ amore che stavo perdendo, da qui il titolo della serie: So much I loved you.

Nata a Prato nel 1972, Stefania Puntaroli si è diplomata al Liceo Artistico di Pistoia e ha studiato Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze, specializzandosi in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo, oltre che in incisione alla Scuola Internazionale di Grafica “Il Bisonte”. Dal 1995 espone in mostre personali e collettive, partecipando a Biennali e Triennali di grafica; a Simposi Internazionali di pittura e scultura, dedicandosi altresì alle arti installative e performative; sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. Nel 1997 ha vinto una borsa di studio che le ha permesso di studiare e lavorare per quasi due anni a Bremen, Germania. Nel 1999 in seguito alla vincita del concorso di assistente tecnico museale è rientrata in Italia, lavorando a San Marco ed al museo degli Uffizi di Firenze. Negli stessi anni, ha iniziato a dedicarsi all’ insegnamento di materie artistiche presso università americane a Firenze e nel 2009 è entrata in ruolo alle scuole medie, dove insegna Arte ed Immagine con grande entusiasmo. Dal 2011 è diventata membro dell’Istituto buddista italiano (SGI) ed ha iniziato a viaggiare intensamente, soggiornando a lungo a Londra ed in Australia. Il viaggio ha portato l’artista ad uno stile di vita con continuo sradicamento. La stessa vita nomade diviene performance in divenire. Dal 2016 si radica nuovamente in Italia, riprendendo l’attività d’insegnamento in modo continuativo e prosegue la carriera espositiva con una personale: Interdipendenti, Galleria Die Mauer Arte Contemporanea, Prato.