STEFANIA PUNTAROLI

Visual Artist | Arte contemporanea in movimento

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Natural australian connections to my Art works

The Glow-WormNatural Bridge, Gold Coast hinterland, Queensland

In great resonance with my P drawings.

The meeting of two magic worlds coming from the Universe.

A transition from the dark to the light and from the light to the dark.

Two opposite state of mind that can’t be separated.

Do you want to focus more on the dark or on the light?

You can choose how you wish to see the world

Glow-wormP serieP drawing series at The Others Fire 2014, Turin, Italy; 80x100cm, mixed tecnique on paper

.Happy fractal copper 6x6x6 cm 2016MINIMA micro sculpture of contemporary artists from Franco Bertini’ s collection by Ilaria Magni, Opera Santa Rita Foundation, Prato, Italy.

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Backstage Performance  Double skin#

Dressed by the stars/ Performance dedicated to the Brassica Oleracea Italica/ Central Market/Livorno 2011

What in performance connects the star to traces of Brassica Oleracea Italica (more commonly known as Roman cabbage) is the mathematical concept of self-similarity (the whole has the same shape as one or more of its parts). Drawing the five-pointed star is always created inside a pentagon, in which you can draw another star, and so on, and its geometry is related to the golden section and consequently to the golden number (1.618033 ...). Similar properties are found in the golden spiral that follows the sequence of Fibonacci numbers (0,1,1,2,3,5,8 ...), impressed by the Brassica Oleracea Italica, which in nature is a perfect example of fractal (geometric figure which is always repeated the same, but of ever-smaller). Printing the Roman cabbage I have produced some shrouds, in the sense that towels are not created directly from the artist's hand, but from the impression of this plant. The extraordinary beauty of Brassica Oleracea Italica, is derived from a complex relationship of geometric perfection, that I would call Quintessence in the Aristotle’s Philosophical meaning (the essence of the celestial world). The golden spiral logarithmic type is the same as contained in our Milky Way Galaxy, in constant motion. Graphically impressing the Roman cabbage on fabric or paper, you must follow the same spiral motion that it contains.My research on the possible links between mathematics and nature is aimed at increasing the awareness of the absolute harmony of nature, which, as the macrocosm is reflected in every microcosm and then in every living being.

Die Mauer Gallery/ Prato/ November 2011

The coat of artist Stefania Puntaroli is an handcraft made in Italy created the structure of the mathematical fractal that follows the sequence of Fibonacci numbers, which uses geometrical perfection of the quintessence in its philosophical sense. The circular logo which includes the Pentagon and the star is the sphere of balloon symbolizing the five elements. A notable characteristic applications are pictorial and printed fabrics with works of Stephanie, who experiences the alchemy of art-historical memories through nature and the mathematics that underlies it flocking to an imaginary world still unexplored and therefore possible. The coat is made from 100% black wool, leather, canvas, nautical printed fabric is then advisable to dry cleaning.

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Matroneo di san pier Maggiore Liceo Artistico Pistoia Ottobre 2011

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La seconda mostra nel matroneo del Liceo artistico Petrocchi, recuperato lo scorso anno come sede permanente delle sculture di Andrea Lippi, ospita gli ultimi lavori di Stefania Puntaroli in dialogo con l’artista vissuto un secolo fa, offrendo l’occasione di percepire, nel confronto fra le opere e gli scritti, le molte affinità che li uniscono, nonostante la distanza storica e l’uso di mezzi espressivi diversi. Ho rivisto nell’attività di lei quella stessa irrequieta e instancabile operosità che fu anche del Lippi, testimoniata dai suoi scritti e da Lorenzo Viani che ricorda l’ ardore che lo invadeva quando ormai malato plasmava la cera con le mani, il volto pallido inondato dalla fiamma del suo spirito (Cfr.L.Viani, In memoria di A.Lippi ,1925). In questi mesi la Puntaroli ha lavorato con materiali e tecniche diverse alla struttura che sottende la materia, per risalire da questa al mistero dell’origine, come in passato aveva interrogato gli abissi marini popolati da strane creature (Flora abissale 2007) o i graffiti e le pitture rupestri (Archetypa 2008), scendendo lei stessa nelle gole profonde della terra. Lippi era scultore e come tale agli inizi del Novecento era interessato alla figura umana, intesa però non nella sua individualità definita e chiusa, ma come essere in divenire, consumato dalla materia stessa di cui si compone. I suoi gruppi sono catene umane che emergono dal magma e di nuovo sono riassorbite dalla forza oscura che le richiama a sé, in una tensione che, come molti studiosi hanno segnalato, si ritrova nelle folle agitate del pulpito di Giovanni Pisano, e che fu anche nelle ultime Pietà di Michelangelo. E mentre i contemporanei esaltavano le prospettive future di un secolo che si apriva nel nome del progresso, Lippi s’interrogava sulla brevità della propria vita a confronto con quella delle stelle, con una percezione della banalità del quotidiano e del grottesco assai vicina ad Ensor nella critica alle umane sorti. E’ proprio questa visione cosmica che accomuna la ricerca del Lippi a quella di Stefania Puntaroli, esemplificata dalla serie Comet del 2010 realizzata con resine e pigmenti, dove la casualità si unisce al moto e alla materia riproponendo entro i limiti di un supporto, i fenomeni celesti. Così Lippi annotava nelle sue carte: In una di quelle sere penetranti e silenziose quando è un brivido ogni suono - e ogni bagliore una lacrima io vidi una stella cadente - splendere nell’oscura volta del cielo e sparire nell’etereo spazio in quell’attimo io pronunziai il tuo nome e il fatto che il mio pensiero entrasse pronto nella durata della striscia luminosa mi parve di buon augurio. E allora vidi tutto uno sfolgorio di stelle - una gloria fulgida di note che mi fece tremare di piacere. Nella mostra compaiono insieme alle Comete, le impronte su carta e i disegni rielaborati al computer dei frattali che poi l’artista ha stampato su tessuto realizzando con la stoffa il cappotto da lei indossato nella performance dell’inaugurazione. Individuando nel fiore del cavolo romano una delle forme del frattale visibili in natura, lo dispone su frammenti di vetro e lo ricopre di polvere dorata come schegge siderali giunte fino a noi dallo spazio o lo protegge sotto una campana di vetro annerita, come un prezioso e fragile meteorite caduto sulla terra. Con l’ incisione, che le consente di vedere nel sovrapporsi delle morsure lo stratificarsi del tempo e le variabili del caso, ha realizzato l’immagine di un frattale sospeso fra due mani dischiuse in atto di offerta e di preghiera, come simbolo dell’origine nella sua intatta perfezione; e con la foto rielaborata al computer ha sovrapposto l’immagine del proprio corpo alla spirale di una chiocciola, ritrovando nella posizione fetale quello stesso principio che informa i vortici delle galassie. Il micro e il macrocosmo coincidono, e l’opera d’arte è totale coinvolgendo tutta la vita nelle sue varie forme ed espressioni. Oltre al video da lei realizzato per la mostra, ha collocato in una nicchia del matroneo piccoli cunei in terracotta bianca, lacrime solidificate, emanazioni sensibili di esperienze umane che non lasciano traccia: proprio lì, in quel luogo di preghiera nascosto agli occhi del mondo, che ha raccolto nel silenzio il dolore e la gioia di molte vite.
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